Cherry Eye nel Bulldog

Ti sei svegliat* e nell'angolo dell'occhio del tuo bulldog c'è qualcosa che ieri non c'era. Piccola, rossa, tondeggiante. Sembra quasi una ciliegia. Quello che stai guardando si chiama cherry eye — e in questo articolo ti spiego, da bulldogger a bulldogger, tutto quello che devi sapere per muoverti nel modo giusto.

 

Vent'anni passati a guardare bulldog negli occhi mi hanno insegnato una cosa sola: non ignorare mai quello che vedi. Il cherry eye è uno di quei problemi che arriva improvvisamente, spesso nei cuccioli, quasi sempre quando meno te lo aspetti. La buona notizia? Si cura. La cattiva? Se aspetti troppo, complichi tutto. Quindi mettiti comod*, che ti racconto come funziona davvero.

 

Cos'è il cherry eye? 

Il nome scientifico è prolasso della ghiandola della terza palpebra.

 

BASI SCIENTIFICHE

La terza palpebra: quella cosa che forse non sapevi ci fosse

I cani — a differenza nostra — hanno una terza palpebra (membrana nittitante) nell'angolo interno dell'occhio. Dentro questa struttura vive la ghiandola di Harder, o ghiandola nittitante, responsabile di una parte significativa della produzione lacrimale. In letteratura il contributo di questa ghiandola alla componente acquosa del film lacrimale è stimato tra il 30 e il 57% a seconda dello studio.[1] La ghiandola è ancorata alla sua sede da un legamento fibro-elastico. Quando questo legamento cede — per lassità congenita del tessuto connettivo — la ghiandola fuoriesce e diventa visibile come una ciliegia, più o meno piccola.

 

Nel bulldog questa predisposizione è nota, documentata e strettamente legata alla conformazione della razza: orbite più superficiali, occhi prominenti, e una lassità del connettivo che è parte integrante del profilo brachicefalo.

 

"Non è un vezzo estetico. È una ghiandola che produce lacrime fondamentali per la salute dell'occhio del tuo bulldog. E quando è fuori dalla sua sede, non funziona come dovrebbe."

 

Come si presenta: quello che vedi e quello che non vedi

QUELLO CHE VEDI

Massa rosa-rossastra, liscia, tondeggiante nell'angolo interno dell'occhio. Può comparire di notte e ridursi spontaneamente durante il giorno — per poi tornare.

QUELLO CHE SUCCEDE DENTRO

La ghiandola esposta all'aria si disidrata progressivamente. I dotti lacrimali si piegano come un tubo dell'acqua schiacciato. La funzione lacrimale si riduce. L'infiammazione aumenta col tempo.

 

Il cherry eye può essere monolaterale (un occhio solo) o bilaterale (entrambi). Uno studio retrospettivo su 155 casi ha evidenziato che quando il prolasso è bilaterale ma non simultaneo, c’è una buona incidenza che anche il secondo occhio presenti la ciliegina entro tre mesi.[2] Quindi,  se vedi un occhio con ciliegia, tieni d'occhio anche l'altro.

Quando compare di solito

Il cherry eye è tipicamente una condizione del giovane. Lo stesso studio documenta che il 75,4% dei primi prolassi compare entro il primo anno di vita.[2] Nei cuccioli tra i 2 e i 12 mesi l'osservazione quotidiana degli occhi deve essere parte della routine e la pulizia con un prodotto delicato adeguato al bulldog fa la differenza — tanto quanto controllare le pieghe della pelle.

Una lozione naturale e delicata come RUGIADA, a base di camomilla e fiordaliso, l'unica con fiori di Bach, è perfetta per la pulizia quotidiana degli occhi del tuo bulldog.

Quando allarmarsi davvero

Il cherry eye in sé non è un'emergenza da codice rosso nelle primissime ore. Ma non è neanche qualcosa su cui dormire sopra per settimane. La ghiandola esposta si infiamma, si secca e perde funzionalità. Prima si interviene, meglio è.

 DAL VETERINARIO SUBITO SE NOTI:

→  La massa è presente da più di 24-48 ore senza ridursi spontaneamente

→  L'occhio è arrossato in modo diffuso — non solo la ghiandola

→  Il tuo bulldog si strofina l'occhio continuamente o lo tiene semichiuso

→  Compaiono secrezioni mucopurulente (gialle o verdognole)

→  La ghiandola prolassata cambia colore, si scurisce o si schiarisce molto

→  L'occhio appare appannato (possibile edema corneale)

→  Il cane mostra dolore quando tocchi la zona perioculare

 

I miti da smontare — quelli che girano nelle community, soprattutto su Facebook (noto medico veterinario…)

Falso mito

"Si massaggia e rientra — non serve operare."

✅ La realtà

La riduzione manuale temporanea può essere fatta dal veterinario, ma la recidiva senza intervento chirurgico è quasi certa. Il fai-da-te può aggravare il trauma alla ghiandola già infiammata.

 

Falso mito

"La ghiandola si toglie, è la soluzione più semplice."

✅ La realtà

L'asportazione è considerata obsoleta e controindicata. Rimuovere la ghiandola significa togliere una fonte importante di lacrime, predisponendo a cheratocongiuntivite secca cronica — una condizione da gestire per tutta la vita.

 

Falso mito

"Non fa male, posso aspettare che passi."

✅ La realtà

Col tempo la ghiandola esposta perde funzionalità anche dopo la correzione chirurgica. Il ritardo aumenta il rischio di complicanze e riduce l'efficacia dell'intervento.

 

Falso mito

"Va bene qualsiasi veterinario, è un'operazione semplice."

✅ La realtà

Nel bulldog l'anatomia è diversa, la gestione anestesiologica è diversa. Un chirurgo con esperienza nelle razze brachicefale riduce significativamente il rischio di recidive e complicanze.

 

La chirurgia:

Il gold standard oggi è il riposizionamento della ghiandola. L'obiettivo è riportarla nella sua sede anatomica e ancorarla stabilmente. Esistono diverse tecniche validate dalla letteratura scientifica.

Il decorso post-operatorio

Collare elisabettiano obbligatorio, colliri secondo prescrizione del veterinario oftalmologo e visite di controllo.

La recidiva è possibile — soprattutto nel bulldog inglese, che la letteratura identifica come una delle razze a rischio più elevato.[4]

Cherry eye e riproduzione: una domanda che tutti dovrebbero farsi

Questa è la parte che sento raramente nelle community, ma che ogni bulldogger dovrebbe conoscere

 

Cosa dice la scienza sulla genetica

La predisposizione genetica al cherry eye nel bulldog è reale. Una ricerca del 2024 pubblicata su Genes ha identificato, su oltre 7.000 cani, un'associazione con il retrogene FGF4L1 — lo stesso legato alla condrodisplasia.[5] Il dato interessante — e onesto — è che nel bulldog inglese questa variante non è quella prevalente: la razza ha un'alta incidenza della condizione ma una bassa frequenza del gene specifico, il che suggerisce che nel bulldog siano coinvolti altri fattori genetici ancora in fase di studio.[5]

È verosimilmente una condizione poligenica, influenzata dalla conformazione brachicefala stessa.

 

L'ACVO (American College of Veterinary Ophthalmologists) classifica il cherry eye come "Breeder's Option": il soggetto con cherry eye non dovrebbe essere incrociato senza un'attenta analisi del pedigree per evitare di moltiplicare la predisposizione.[6]

 

La chirurgia cura il singolo cane. La selezione responsabile lavora per la razza. Sono due piani diversi, entrambi importanti.

Se stai valutando un cucciolo, verifica che i genitori non abbiano avuto cherry eye.

 

 

La mia opinione senza fronzoli:

Il cherry eye spaventa perché arriva all'improvviso e visivamente è molto impattante.

A me è capitato con Teodora quando aveva tre mesi e mezzo, poco prima che venisse a casa con noi. Dalla sera alla mattina sbaaam: ciliegina. La prima che è comparsa ha avuto necessità di chirurgia, la seconda, nell’altro occhio è stata riposizionata. Teodora è dovuta stare un breve periodo a riposo e con una terapia di colliri specifici. In pochi giorni è passato tutto.

E’ una condizione trattabile, con ottimi risultati, ma la parola chiave, anche in questo caso,  è sempre la stessa: tempestività e non sottovalutare nessun sintomo.

 

Non aspettare. Non affidarti al passaparola delle community. E scegli sempre un veterinario o un chirurgo con esperienza reale nelle razze brachicefale.

Emi Nava

 

FONTI SCIENTIFICHE

[1]  Prémont et al. (2012); Sapienza et al. (2014); Multari et al. (2016); Demir & Altundağ (2020) — produzione lacrimale della ghiandola nittitante: range 30-57% della componente acquosa del film lacrimale.

[2]  Mazzucchelli S. et al. (2012) — Retrospective study of 155 cases of prolapse of the nictitating membrane gland in dogs. Veterinary Record, 170:443. doi: 10.1136/vr.100587

[3]  Duer A.G. et al. — Surgical Correction and Prevention of Third Eyelid Gland Prolapse. Auburn University College of Veterinary Medicine. Studio su 397 occhi: tasso di successo 374/397 (94,2%).

[4]  White C., Brennan M. (2018) — An Evidence-Based Rapid Review of Surgical Techniques for Correction of Prolapsed Nictitans Glands in Dogs. Veterinary Sciences, 5:75. doi: 10.3390/vetsci5030075

[5]  Freyer J. et al. (2024) — Association of FGF4L1 Retrogene Insertion with Prolapsed Gland of the Nictitans (Cherry Eye) in Dogs. Genes, 15(2):198. doi: 10.3390/genes15020198

[6]  ACVO — American College of Veterinary Ophthalmologists, Genetics Committee: classificazione "Breeder's Option" per il cherry eye nel cane.

Prodotto aggiunto alla Wishlist
Product added to compare.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare la tua esperienza di navigazione. Cliccando sul pulsante ACCETTA, accetterai l'utilizzo dei cookie.